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02/09/2005
DIO NELLA DISCARICA

(Prendo dal blog di Lorenzo Galbiati - Pistorius-  e pubblico. Buona lettura.M.U.)

(A Korogocho, la baraccopoli di Nairobi, vivono due milioni di persone sull'1,5% della terra della città, nella quale vivono altri 2 milioni di persone sul restante 98,5% di terra. I poveri e i ricchi. A Korogocho sono tutti neri, tranne pochi coraggiosi missionari cattolici o protestanti di passaggio. Alex Zanotelli ha vissuto 14 anni a Korogocho, dal 1988 al 2002. Ecco un assaggio della sua esperienza. Lorenz)  

Dio non sceglie i poveri perché sono migliori dei ricchi; i poveri, sotto molti aspetti, sono peggiori [...]. I poveri sono peccatori quanto i ricchi, ma Dio vuol loro bene perché sono poveri, perché sono schiacciati, sono emarginati. Lui li ascolta, Lui sta dalla loro parte perché sono così, non perché sono buoni [...]. Basta vivere a Korogocho per capire perché i poveri non sono santi. A Korogocho i poveri discriminano altri poveri. Troviamo gli stessi fenomeni di emarginazione che sono visibili anche nelle società dei ricchi. L'emarginazione deve proprio far parte del cuore umano. In baraccopoli molti pensano che la gente della discarica sia la peggiore che esista. Un giorno per strada - ero a Korogocho da pochi mesi - mi fermò Jeremia: "Bianco, congratulazioni, sei il primo bianco a metter piede qui dentro e a viverci". Poi ha aggiunto: "ma chi siamo noi? Siamo forse bestie selvagge che non ti degni di venire a trovarci?" Si riferiva alla gente della discarica. "Jeremia," gli ho risposto, "hai ragione, io non sono mai venuto in discarica, ho preferito la gente che sta un po' meglio di voi. Domani verrò." Quando a Korogocho hanno saputo che volevo andare in discarica, mi hanno detto: "no, Alex, non andare, tu non sai che cos'è la discarica, ti ammazzano!" Ormai l'avevo promesso e sono andato. Mamma, la paura!... la paura che sentiamo tutti, è inutile che stiamo qui a prenderci in giro! E' come scendere nei gironi danteschi: cataste di rifiuti fumanti, con una puzza infernale; gente che scava da tutte le parti e questi uccelli enormi - bangu, li chiamano - che lottano con uomini e donne per trovare cibo. Gli occhi di tutti si puntarono su questo muzungu - bianco. "Non ti aspettavo" mi disse Jeremia quando mi vide. "Hai mantenuto la promessa, bravo! Siediti qui." Mi ha fatto sedere sull'immondizia, spiegandomi cos'è la discarica. Poi mi ha portato in giro a farmi conoscere un po' di gente. Iniziai così a prendere contatto con un mondo altro anche da Korogocho [...] Ricordo che il secondo Natale che passai in baraccopoli promisi alla gente della discarica di andare a salutarli nelle loro baracche. Quando entrai nella sua baracca, Jeremia mi abbracciò con entusiasmo: "karibu, Alex, karibu!" Mi fece sedere su un sasso e scomparve. Mi guardai attorno: una baracca sventrata da tutte le parti. Dopo cinque minuti me lo ritrovai davanti con un filone di pane che era andato a comprare nel negozietto poco distante. "Alex, karibu!" Poi prese il pane, lo spezzò sotto i miei occhi attoniti e disse: "prendi, mangia: 'Questo è il mio corpo dato per voi...'" Come prete sarei sprofondato.... 

(Da: KOROGOCHO - Alla scuola dei poveri, di Alex Zanotelli, Ed. Feltrinelli, 2005)

Postato da: markelouffenwanken a 11:09 | link | commenti (7)


Commenti
#1   02 Settembre 2005 - 15:31
 
"Dio vuol loro bene perché sono poveri"... ma sarà poi vero? E quanti millenni dovranno ancora passare prima che gli uomini si spartiscano fraternamente le risorse (pur bastevoli per tutti)della terra?

Lucio Angelini
utente anonimo

#2   02 Settembre 2005 - 15:32
 
sarà poi vero che Dio vuol loro bene, intendevo dire.
utente anonimo

#3   02 Settembre 2005 - 16:05
 
A me non interessa sapere se un dio vuole bene o no, forse un dio che ama fa altro, ma non è questo il problema: per una singolare fortuna esiste gente (poca) che di questi miseri si occupa ed ama davvero e soccorre.
Il figlio di un mio amico che abitò anni in Johannesburg fece terribili foto e filmati che poi espose qui in Italia su una baraccopoli di quella città e vidi facce di bambini che parevano morti viventi drogati; non me li tolgo più dagli occhi, mi schiaffeggiano dentro.
Mi vergogno quasi di come vivo, di fronte a loro.
Mario
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#4   02 Settembre 2005 - 16:08
 
il ragazzino (più piccolo di questo, più che altro un bambino) che ho evitato di fotografare era a tunisi, aveva sniffato colla da poco e tremava come una foglia mentre cercava di vendere le sue gomme da masticare.
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#5   02 Settembre 2005 - 16:47
 
sul mio blog questo mese continuerò a riportare pezzi di questo straordinario libro di denuncia e testimonianza. Lorenz
ho già postato il seguito:

"Se do da mangiare a un affamato, mi dicono che sono santo. Ma se domando perché quell'uomo è affamato, dicono che sono comunista."

(Helder Camara, 1909-1999, vescovo di Recife, Brasile)

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#6   02 Settembre 2005 - 19:38
 
Non ci rimane altro da fare che rimanere zitti.

Buon fine settimana. Trespolo.
utente anonimo

#7   06 Settembre 2005 - 13:00
 
esatto, trespolo
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Commenti
 

E' uscito il 10 maggio...

...il nuovo libro dell'Uffenwanken!

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