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25/08/2005
GINO TASCA

Non lo conoscevo. Avevo letto cose sue sul suo blog (tra i miei link) e altrove, specialmente commenti su Nazione Indiana. Si chiamava (si chiama) Gino Tasca. E' strano provare dispiacere per la morte di una creatura umana che non si conosce. O forse no. No, non è strano. Se ne è andato a 54 anni per una grave malattia, Gino. Non esiste una brutta età per morire: esiste la morte che puo' trovarci vivi, per citare un famoso aforisma. Ho la sensazione che la morte abbia colto Gino da vivo. Non è una consolazione a buon mercato, almeno credo: però è già qualcosa, quando il nulla (o il tutto, per chi ci crede) spalanca le sue fauci e inghiotte questa nostra terribile e meravigliosa vita terrestre.  Un abbraccio a Gino da lontano.

Postato da: markelouffenwanken a 01:15 | link | commenti (5)


Commenti
#1   25 Agosto 2005 - 03:23
 
Mercì: ti dicevo qualche volta. (Grazie ora in italiano, ora, ancora, per tutto quello che mi hai dato, bella creatura). Ricordi quando prendemmo a darci del lei? (o persino del voi?) E poi (tu decidesti) di nuovo del tu? D’accordo, d’accordo, la smetto subito con le parentesi (che pure ami). Ti dicevo… Avrai poi di certo letto quel saggio su Kafka. Giorni fa l'ho passato a un altro amico cui è piaciuto moltissimo. Lo sai? Partiva per Praga e io non lo sapevo nemmeno (sono sempre in viaggio in questi giorni). Coincidenze. Piangevo quella mattina. Ora che ci penso anche la sera, a letto. Ma tu pensa, stavo partendo anche stando a letto: lasciavo qualcuno, qualcosa, sai; naturale che piangevo. Ti dicevo...? Ti dico Auf Wiedersehen: è l’unica parola di tedesco che io conosca a fondo.


La tua affezionatissima,
S.


P.S.: ti mando questi versi che, non so, mi quietano; non so nemmeno chi li ha scritti.


***


La vita è troppo breve / perché noi ci s’incontri, / così anche perché noi ci si perda. / Io parlo, tu leggi altrove. / Tu guardi le onde, / io son distesa in un letto. / Estranei in spazi e tempi, / gemelli ci si stringe con un abbraccio / non sapendolo / in un gioioso infelice girotondo / che cade e si rompe / mostrandoci questo che è stato / il secolo scorso, un secolo dopo.

utente anonimo

#2   25 Agosto 2005 - 08:44
 
caro Franz,
ti ringrazio moltissimo di aver ricordato Gino.
Lo conoscevo, nache di persona, da cinque anni, era una persona carissima buona e generosa, poi, dico poi, era anche un grande appassionato di letteratura e delle fucine del pensiero umano.
Stava migliorando sempre di più il suo stile e scriveva cose molto belle.
Una cosa che più mi fa soffrire è che quest'uomo si ammalò dopo pochi mesi dal suo collocamento in pensione quando tutto voleva dedicarsi alla scrittura ed agli affetti familiari.
Scrisse fino a circa 30 giorni dalla morte.
Era un amico sincerissimo.
Speriamo di far stampare un volumetto con le sue cose migliori.

Mario Bianco
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#3   25 Agosto 2005 - 14:13
 
Di nulla, Mario.
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#4   25 Agosto 2005 - 14:44
 
Non lo conoscevo neppure io. Ma ho come la sensazione di aver perso un amico.

Buon viaggio, Gino,

G.B.
utente anonimo

#5   25 Agosto 2005 - 20:59
 
accidenti.. non lo sapevo... passavo sul blog....
mi associo al saluto a gino. con una tristezza che non mi so spiegare

cristiano prakash dorigo
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Commenti
 

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