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23/08/2005
FATTI UNA PERA

 

di Riccardo Ferrazzi                                              

Il presidente del Senato, il filosofo Marcello Pera, ha tenuto al meeting di CL un discorso conservatore/reazionario nel quale ha sostenuto, con filosofica consequenzialità, varie tesi ben note. Partito dalla constatazione che “il relativismo liberaldemocratico... privilegia ora la libertà ora la democrazia rispetto al bene”, è arrivato a sostenere che una “società meticcia” non sarà in grado di sostenere gli assalti dell’integralismo. Per entrare in discussione su temi di questa portata bisognerebbe introdurre tanti di quei distinguo da scriverci un libro. Mi manca il tempo e lo spazio, quindi mi astengo. Però c’è qualcos’altro che mi ha incuriosito: Pera ha fatto scandalo. Ma dov’è la meraviglia ? Quasi metà degli italiani vota per lo schieramento di cui Pera è espressione. Anche tra i partiti di sinistra le idee di Pera non sono mica all’indice (cattolici integralisti e marxisti ortodossi sono tutt’altro che favorevoli al relativismo etico). Tanto è vero che le reazioni di diessini e margherite hanno accuratamente evitato di entrare nel terreno della filosofia della storia e sono rimaste strettamente sul piano della politica spicciola. Invece i cespugli si sono agitati assai, bollando il discorso come “affermazioni indegne e deliranti” e chiedendo le dimissioni di Pera (come se dovesse rimanere in carica ancora per molto).Non ci sarebbe niente di strano se tutto si riducesse a una disputa di opinioni: tu la pensi così, io la penso cosà. Ciò che mi incuriosisce, e non è la prima volta, è il tono con cui si grida allo scandalo: “come si permette costui (oggi Pera, ieri qualcun altro) di dire pubblicamente certe cose ?”. Oh bella, e perché non dovrebbe permettersi ? La libertà di parola è un diritto garantito dalla costituzione. Non ci si può scandalizzare se qualcuno ne fa uso.Ho l’impressione che il sottinteso di certi scandalismi sia più o meno questo: lo sappiamo che esiste una (larga) fetta di opinione pubblica che coltiva, magari inconsciamente, idee conservatrici e/o reazionarie. Ma non deve esprimerle. Chi la pensa così è vecchio e superato: morirà e queste idee moriranno con lui. Nel frattempo stia zitto.  Questo atteggiamento infastidito è tipico di chi è convinto di possedere la verità. Chi pensa solo al “dover essere” non si abbassa a discutere con chi sta attaccato alle cose come stanno, e non ammette che qualcuno possa coltivare interessi diversi. Ho due obiezioni. La prima: non è vero che la storia vada sempre avanti. Anche Marx diceva che “la storia non si ripete mai, ma ogni tanto balbetta”. La storia, come scriveva anche il glorioso presidente Mao, “esce dalla canna del fucile”, cioè va dalla parte del più forte, e non è detto che il più forte sia sempre progressista, anzi.L’altra obiezione è questa: il progressismo (se vuole essere democratico) si afferma solo attraverso il dialogo. Quando rifiuta il dialogo, con la scusa che le idee degli altri sono “superate” e moriranno da sole, finisce per non avere più armi per controbattere. Le idee degli altri non muoiono affatto, anzi crescono, si diffondono per i canali dove non sono contrastate (o dove trovano solo reazioni sdegnose e moraliste). Se non si scende sul loro terreno, se ci si rifiuta di capire i motivi per cui si sono formate, ci si riduce a discutere all’interno di ambienti sempre più ristretti, convinti di possedere tutte le verità, ma sempre più distaccati dalla realtà. Si fa la fine dei bizantini, intenti a discutere del sesso degli angeli mentre i turchi entravano in città.

Postato da: markelouffenwanken a 13:47 | link | commenti (18)


Commenti
#1   23 Agosto 2005 - 14:13
 
E come non essere d'accordo? Uno degli atteggiamenti che mi ha sempre infastidito è questo rifiuto aprioristico al dialogo e il tentativo di imporre le proprie idee per grazia ricevuta. Oppure questo stracciarsi le vesti se qualcuno osa esporre un'idea che non sia la mia idea: puerile e sterile.

Buona giornata. Trespolo.

utente anonimo

#2   23 Agosto 2005 - 15:23
 


ecco. autoreferenzialismo politico. credo che così si chiami..
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#3   23 Agosto 2005 - 18:03
 
Pienamente d'accordo sull'assoluto diritto di esprimere la propria opinione, qualunque sia. Però mi domando quale definizione dia Pera al concetto di bene. Concorda forse con Socrate e Platone nel farlo coincidere con il sapere? Oppure, come per Kant, è convinto che il bene sia tutt'uno con la volontà buona? Certamente accuserebbe Locke di "relativismo etico" visto che per lui l'idea di bene deriva dal contesto in cui si vive, dalla cultura.
Emma
utente anonimo

#4   23 Agosto 2005 - 18:19
 
io invece mi chiedo se la discussione sia sull'insulsaggine di chi definisce l'altrui opinioni indiscutibile, o sulle affermazioni di Pera che, da estraneo della filosofia quale sono, trovo davvero insulse, fossero anche fondate su una corrente religioso filosofica.
o forse, anche, che mi è sfuggito qualcosa, in quanto relativista recidivo della lettura veloce.

cristiano prakash dorigo
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#5   23 Agosto 2005 - 19:10
 
Il post è ottimo perché, giustamente, non si contrastano le idee altrui rifiutandole o bollandole tout-court come sciocchezze di inaudita gravità, ma piuttosto, commentandole e opponendo loro valide ragioni. Alla fine, quello che passa è che la destra neoconfessionale ha, qualunque esse siano, delle idee precise sul mondo, mentre la sinistra paraprogressita o censura gli altri o fa riferimento a categorie vecchie ed incapaci di cogliere il mutare del presente.

Quello che però più mi colpisce del nostro Pera è il rovesciamento del suo universo di valori: da liberal laico e razionalista a conservatore cattolico. E' vero, si cambia, sono passati anni dalla sua ultima elezione, di mezzo c'è stato l'esplodere del terrorismo internazionale, però, questa conversione ha, ai miei occhi, un qualcosa di sospetto. Non è che, il Polo, decide di giocarsi le sue ultime carte sulla "questione dei valori"? Perso il consenso di quei ceti moderni e produttivi che in Berlusconi vedevano la possibilità di stravolgere un sistema politico-economico malato e che sono rimasti delusi dal suo pressapochismo ed incapacità, non resta che quella consistente fetta di italiani vicina alla Chiesa e che, ad esempio, sul referendum, ha espresso un voto significativamente conservatore (checché se ne possa pensare). Insomma, stanno spostando il baricentro verso i cosiddetti "valori" e verso quelle tematiche alle quali tanti, magari anche non a destra, possono essere legati.

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#6   23 Agosto 2005 - 19:28
 
A me quel signore lì sta sullo stomaco, molto:
1.perché oltre tutto parla tanto di morale, etica, evvia, quando è imbragato fino all'osso con forze politiche di ladroni pubblici
2.Pareva il massimo popperiano in Italia; se rinascese Popper gli darebbe una barrata in testa

Abbiamo bisogno estremo, urgentissimo di politici puliti ed intelligenti e guarda che fa, che dice il sottocapo di Stato.
A me francamente non interessa più cosa dicono questi cialtroni che distruggono 'sto disgraziato paese, in genere mentono spudoratamtne quasi tutti.
Mi interessa cosa fanno, cosa stanno facendo, gli atti, dagli atti giudico.
Mi ributta che Pera&compagnia&consorteria becchino prebende enormi impoverendo il paese, questo mi fa imbestialire.
MarioB.
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#7   23 Agosto 2005 - 19:38
 
@MarioB: Dio solo sa quanto avremmo bisogno di politici seri e finalmente non ammanicati, ma dove li troviamo?
A me non fa incazzare quanto sono pagati, potrebbe essere persino poco, ma se facessero il lavoro per il quale sono stati eletti e sono pagati: fare l'interesse dell'Italia e di noi poveri italiani.
Pera con le sue uscite non mi è piaciuto, ma non mi garba nemmeno l'idea che un Cossutta sia ancora a spillare soldi in Parlamento quando, in qualunque normale paese europeo, sarebbe in ben altro posto.

Buona serata. Trespolo.
utente anonimo

#8   23 Agosto 2005 - 19:50
 
Ciao, raga. Sono tornato, ma riparto subito.

OT: Riccardo, se puoi sono a Sanremo il 26. Fammi sapere.

A proposito: Pera può dire quello che vuole, ovviamente. E anch'io: cioè che è un pirla.

;-) Ciao, G.B.
utente anonimo

#9   23 Agosto 2005 - 20:11
 
Solo gli stupidi zittiscono il nemico quando si svela a ruota libera. A dimostrazione, ancora una volta, che la politica è ormai cosa inutile.

Mia H.
utente anonimo

#10   24 Agosto 2005 - 08:02
 
@Gianni: dammi un colpo di telefono. Sei da solo o con tutta la famiglia ?
r.f.
utente anonimo

#11   24 Agosto 2005 - 09:11
 
Ciao!
Non sono d'accordo con te: ho scritto un post chiedendo le dimissioni di Pera.
Non l'ho fatto per snobismo o settarismo, ma solo perchè ritengo che il Presidente del Senato debba aver il totale rispetto per la Costituzione. Parlare di meticci nei termini usati da lui, ossia in senso spregiativo (come di qualcosa da evitare) viola il principio di non discriminazione, art. 3 Cost. HNel mio post ho anche cercato di approfondire altri punti. Così, credo, come te, non ho proposto un "rifiuto e basta", ho cercato di argomentare.
Se guardi i commenti che ho ricevuto (compresi quelli che mi riguardano, in un sito che mi ha lincato per offendermi), credo che potrai vedere come quello che dici sul "come si permette..." valga un tantino anche per gli ultras di Pera.
In realtà la cosa buffa è che dal dicors di Pera, taluno ha voluto dedurre che il pover'uomo non ha un salotto o non ci va mai. Il fatto è che invece, probabilmente, ne ha uno e lo utilizza; solo che non ci inviterebbe mai molti di quel 50% del Paese che si riconosce nelle sue idee. Io questo attegiamento lo chiamo populismo.
Quanto poi ai grandi concetti di Pera: è vero che in generale non se la prende con dei singoli, ma l sue tirate sugli intellettuali, gli Spagnoli e gli immigrati hanno lo stesso sapore degli insulti personali che ho ricevutoio.
Sia chiaro, io per i miei ci rido, ma nobilitare il razzismo e l'intolleranza, come penso faccia lui, non è lecito nella sua posizione istituzionale e credo anche che sia moralmente abietto, per uno che sa cosa succede a incanalare l'odio e i pregiudizi.
utente anonimo

#12   24 Agosto 2005 - 10:41
 
Scusate ancora, ma questo termine di meticciato usato ora sa di cretinismo o quanto meno ignoranza storica grossolana.
Se c'è un popolo nel Mediterraneo frutto di meticciati, incroci, connubi tra etnie le più disparate è l'italico e ciò da millenni.
Siamo i discendenti risultati di celti, di latini, di osci, di etruschi, greci, di bruttii, di pelasgi, di goti, visigoti, ostrogoti, eruli, vandali(molti vandali), unni, alamanni, giudei, burgundi, longobardi, svevi, normanni, saracini, albanesi, mori e chi più ne ha più ne metta.
Io per esempio sono un meticcio semibarbaro e seminomade.
MarioB.
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#13   24 Agosto 2005 - 10:53
 
Anch'io faccio parte della pura razza meticcia!

G.B.
utente anonimo

#14   24 Agosto 2005 - 11:24
 
Ma perché tanta attenzione a quel che dice Pera? Sono sciocchezze e basta. Nessuno lo ricorda sull'Espresso, 20 e più anni fa, lanciare in Italia la deleteria moda del Popper pensatore politico? Il futuro del mondo è nella bellezza del meticciato. Esempi concreti: Keanu Reeves, Neneh Cherry e altri incroci del genere.
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#15   24 Agosto 2005 - 11:41
 
Cara Emma, credo che fra i pensatori che hai nominato Pera sceglierebbe Kant. Però mi piacerebbe vedergli dimostrare come qualmente la sua idea di "bene" sia "universale e necessaria".
r.f.
utente anonimo

#16   24 Agosto 2005 - 14:52
 
Marcello Pera.
Mai vista una faccia così simile al suo cognome.Ciao
Giancarlo Tramutoli
utente anonimo

#17   24 Agosto 2005 - 17:28
 
Quando leggo cose scritte (non da me, e neanche dal mio amico Pincopallino, ma dal Presidente del Senato di una Repubblica democratica) mi viene da pensare. Perché?
Certi personaggi conoscono il valore delle parole che essi pronunciano: sanno che sono come pietre, che vengono ascoltate, lette e pubblicate. Commentate. Analizzate. Tutte le loro parole sono pagine della Storia del nostro Paese. Si tratta del “ruolo istituzionale”, di giuramento fatto davanti alla nostra Carta Costituzionale. Non sono le parole al bar, parole di un blog, parole di un temino a scuola, parole di un innamorato, parole di una mamma, parole di un vecchio seduto su una panchina. Sono parole istituzionali. Non sono parole personali.
Mi chiedo: perché ha voluto fomentare tanto odio?
E’ naturale che parole così procurino stizza e risentimento. Lui lo sapeva. Quindi la mia domanda è la seguente: a cosa mira Pera?
Invito tutti a leggere l’articolo di ieri apparso su Repubblica a firma di Salvatore Settis. Uomo (e amico) con il quale mi trovo sempre d’accordo, da anni, intorno a certi temi.
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#18   24 Agosto 2005 - 18:51
 
Tecnicamente, le parole a pera non sono istituzionali: non le ha pronunciate dal seggio di presidente del Senato. Che poi siano idiozie, che ci sia un personaggio di quella risma a occupare la c.d. seconda carica dello Stato, questo è sì un problema. Mi sembra tuttavia crudele paragonarlo a Salvatore Settis. Ho giocato a tennis anche io, ma il mio maestro non mi ha mai detto: eh, ma guarda che Mc Enroe ha un rovescio migliore del tuo. Non vale cioè la pena di raffrontare ordini di grandezza così diversi.
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