Markelo Uffenwanken GmbH & Co.KG

Fabbricante di fotomontaggi verbali, dada-ingegneria, protopostfuturismi, distributore di opinioni a raffronto, applicazioni tecniche, ecc... (Amm.re Unico: Franz Krauspenhaar)

20/08/2005
FARSI DEL BENE

"Antonio Curcio dice che scrivere è farsi  del male prima che ve lo facciano gli altri.  Io dico che scrivere è farsi del bene senza aspettare che ve lo facciano gli altri".

(Franco Arminio- da Cabaret dell'ipocondria)

Postato da: markelouffenwanken a 13:51 | link | commenti (11)


Commenti
#1   20 Agosto 2005 - 14:49
 
Pessimismo della ragione vs. ottimismo della volontà. Chi vincerà ? Non chiedetelo a me: sapete già cosa risponderei.
r.f.
utente anonimo

#2   20 Agosto 2005 - 16:00
 
Arminio mi trova assolutamente d'accordo. Eccheccavolo :-)

Buon fine settimana. Trespolo.

PS: ora vado a cercare l'intervista sul sito di radio rai e, nel frattempo, mi son fatto prestare una radio (vecchia) da un'amica, sai mai che diano la replica ;-)

PPS: avrei preferito mi avesse, l'amica, prestato anche altro, ma già la radiolina è un successone...
utente anonimo

#3   20 Agosto 2005 - 18:53
 
Non mi garbano le due definizioni,
non so,
a me scrivere non mi fa nè bene nè male,
a volte mi fa girare i coglioni,
altre mi allieta,
a volte faccio una scoperta, o mi pare di farla,
altre soffro come un cane bastonato,
certe volte sbuffo, soffio,
mi incisto, do di matto,
a volte godo come fauno infoiato appresso a ninfa voluttuosa,
però non mi annoio, certo
MarioB.
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#4   20 Agosto 2005 - 23:21
 
ATTENZIONE, signor Krauspenhaar, sempre con grande rispetto approfittiamo per scrivere un OT e segnalare che siamo tornati dal viaggio a Malta e abbiamo riaperto il nostro piccolo blog che per noi è come un giornale, con un post di plauso al sempre grandissimo PEPPE IANNOZZI (d'ora in poi "Peppe I.", affettuosamente) per le belle parole che ha speso e sopratttutto spenderà per il romanzo LA MACINATRICE DI MASSIMILIANO PARENTE. Abbiamo fatto anche una piccola proposta nella direzione di una maggiore collaborazione PEPPE - PARENTE perché secondo noi questi due grandi giovani autori (Moresco è più vecchio, e anche Scarpa, autore che noi stimiamo TANTISSIMO) hanno tanto in comune. Oltre a quello noi volevamo anche inoltrare all'ormai carissimo amico PEPPE la proposta di un'intervista che vorremmo fargli a proposito della Macinatrice di Massimiliano Parente.
http://vmo.splinder.com/post/5513271
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#5   21 Agosto 2005 - 11:01
 
Farsi male e farsi bene è viversi. La coscienza (libera dalla convenzione) che scinde il bene dal male è l'occhio di chi ha imparato suo malgrado a guardarsi, e di seguito a pensarsi. A mio modesto avviso, lo scrivere è descriversi (scrivere > descriversi > pensarsi > guardarsi > viversi).

Arminio è una fonte inesauribile di pensiero, più lo leggo e più lo stimo.

Mia Hoffmann
utente anonimo

#6   21 Agosto 2005 - 11:59
 
lo scrivere è descriversi (scrivere > descriversi > pensarsi > guardarsi > viversi).
raramente mi sono sentito visto come in queste parole.
grazie!
utente anonimo

#7   21 Agosto 2005 - 17:47
 
non so chi scrisse, forse io o forse freud-ma ciò è tuttavia irrilevante-, che la scrittura è una modalità onirica di aggiustare le cose nella realtà. e mi spiego. così come il sogno è un tentativo di trovare una soluzione più o meno congrua alla realtà crudele, così lo scrivere il narrare il fantasticare è una modalità per modificare consciamente o meno la nostra esistenza...credo...però forse lo pensava anche freud, ma mi sa che non me l'ha mai detto..uhm...

Anna G.
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#8   21 Agosto 2005 - 18:47
 
Il mio stupore è soprattutto per l'ampiezza delle narici di Iannozzi. Si metterà i pollici nel naso?

utente anonimo

#9   21 Agosto 2005 - 18:56
 
un antropologo insigne dubiterebbe degli alluci...
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#10   21 Agosto 2005 - 19:30
 
sì, se era Freud, forse stavolta aveva abbastanza ragione,
dico stavolta e abbastanza,
non so se si nota,
che quando parlava di arte andava a sbatter nasate,
tipo ( non troppo esagerando) che l'artista è come il bimbino che porge la sua cacca alla mammina e la mostra gioioso, come suo prodotto.
Cioè le opere d'arte sono le cacche dei bimbi cresciuti, mah....
Però lui ci aveva la sindrome di Stendhal che quando vedeva opere d'arte eccelse sveniva e sbatteva la capa a terra: a Roma gli successe più volte. Quindi è in parte assolvibile quale malato di nevrosi ossesiva, aveva il problema dell'opera d'Arte, poveraccio.
MarioBi.
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#11   21 Agosto 2005 - 20:38
 
in effetti non era freud...ma fa nulla...freud avrebbe interpretato anche le già citate narici come un residuo di una fase anale mal superata...eggià...
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