Markelo Uffenwanken GmbH & Co.KG

Fabbricante di fotomontaggi verbali, dada-ingegneria, protopostfuturismi, distributore di opinioni a raffronto, applicazioni tecniche, ecc... (Amm.re Unico: Franz Krauspenhaar)

16/08/2005
COVARE

"Siamo animali del bosco, saremo bosco, saremo foglie, sotto di noi cammineranno passi, si spegneranno cicche di sigarette, e poi svaniremo accartocciati nel nulla". Così disse mio figlio a mia nuora, la quale era una creatura senza grilli per la testa, pensò bene di guardarmi sgranando gli occhi, come se mio figlio avesse detto una fanfaronata delle sue; invece mio figlio aveva detto una cosa intelligente una volta tanto, era stato preciso sul destino che ci attende, sulla fine inevitabile, e io ne rimasi naturalmente di sasso; e nonostante stessi apprezzando la lucidità di mio figlio finalmente ritrovata non avevo voglia di complimentarmi con lui, dopo tutto quello che mi aveva fatto negli ultimi anni. Era stato crudele e meschino, piccolo e infingardo, stupido e mellifluo; aveva tentato di truffarmi con l'assicurazione sulla vita e aveva fatto carte false per mandare sua madre - mia moglie - in una casa di cura per malattie mentali. Era un giovane egoista e proiettato esclusivamente verso se stesso, si autoproiettava edonisticamente; non cercava il piacere della massa, preferiva i piaceri dello specchio mentale, in quanto s'era creato questa sua immagine di intellettuale rimirabile e ci sguazzava all'interno abbondantemente, in quest'immagine tutto sommato squallida. Io avevo voglia di farla sotto il naso di mio figlio, vale a dire avrei voluto con tutte le mie forze sedurre una buona volta mia nuora, farmela nella stanza di sopra, mentre lui, mio figlio, si rimirava al suo specchio intellettuale senza aver ancora scritto una sola riga significativa del suo romanzo. Ogni tanto affermava che il libro l'aveva già scritto ed era già tutto dentro di lui, e che era solo questione di tempo, sarebbe venuto fuori da solo, si sarebbe trascritto automaticamente, lo scrivere per lui era un semplice stenografare per la qual cosa al momento non aveva tempo, in quanto s'era messo a covare nel frattempo il secondo libro della trilogia, e questo covare era lo scrivere ed era il vero lavoro, mentre scrivere su carta era per lui solo stenografare, e questo era il meno, il tempo sarebbe venuto, si sarebbe trattato di un'operazione semplice ma noiosa, e ora lui aveva il suo bel daffare nel covare il secondo volume della trilogia, questo per lui era scrivere, covare. Gli chiesi se quella frase che aveva detto a mia nuora - sua moglie - era l'attacco del secondo libro; lui mi rispose che era il finale del primo. Gli chiesi allora cosa ci stava prima. Lui mi rispose, semplicemente: "Tutto". Guardai mia nuora con desiderio e con una scusa mi feci seguire da lei nel giardino, mentre mio figlio continuava a covare il suo secondo romanzo, il secondo della trilogia. Non mi ci volle molto: guardai mia nuora intensamente negli occhi, avvicinai il mio viso al suo e la baciai delicatamente sulle labbra. Lei chiuse gli occhi  e si abbandonò facilmente, mentre io invece la guardavo bene, volevo vederla perfettamente nell'atto di abbandonarsi. Non c'era alcun pericolo: mentre salivamo di sopra facendo scricchiolare le scale lucide per finire in camera da letto, ero perfettamente sicuro che mio figlio non ci avrebbe disturbati, e che non avrebbe sospettato nulla: lui avrebbe continuato a covare il secondo romanzo della trilogia da stenografare fino a chissà quando, mentre io avrei potuto portare a compimento il mio vendicativo incesto in tutta tranquillità.

Postato da: markelouffenwanken a 06:17 | link | commenti (28)


Commenti
#1   16 Agosto 2005 - 09:07
 
Carino. Un Ercole Patti austro-padano. Me piàs, però devi raccontare come reagisce il figlio (ricordi vaghi del "Danno" di Louis Malle, forse il suo film peggiore, ma con una spettacolare Juliette Binoche e Jeremy Irons che così stranito non lo si è più visto).
Giovanni
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#2   16 Agosto 2005 - 10:27
 
Giusto e sano pragmatismo dell'uomo saggio.
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#3   16 Agosto 2005 - 10:51
 
Qual è il saggio, fra i due uomini in causa?
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#4   16 Agosto 2005 - 11:18
 
L'anziano signore, ovviamente.
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#5   16 Agosto 2005 - 11:21
 
Questo blog pùllula di brave ragazze, si direbbe (compresa la piccola, sorridente Cristina Parodi effigiata più sotto, a illustrazione del post di Mia Hoffmann). Il vècchio Franz sàpe fa' ammòre, è chiaro.
G.
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#6   16 Agosto 2005 - 11:54
 
In effetti, non c'è dubbio che il figlio abbia sposato una brava ragazza.
Speriamo che non resti incinta, spesso non escono che guai dai lombi paterni.
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#7   16 Agosto 2005 - 12:13
 
Questo è uno dei pochi casi in cui mi sento simpatetica con la "brava ragazza" (però forse non del tutto corrispondente alla tipologia del post di Mia, che descrive ben altro tipo di BR).
Voi, uomini presi dal romanticismo, alla fine ci chiamate tutte "brave ragazze", basta che ...
:-))
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#8   16 Agosto 2005 - 12:50
 
Tutte le ragazze sono brave, eccetto fidanzata, madre e sorella, n'est-ce-pas? On vous adore, les jeunes filles, quoi.
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#9   16 Agosto 2005 - 13:52
 
Mai chiamato una "brava ragazza" brava ragazza...
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#10   16 Agosto 2005 - 14:10
 
Affinità e divergenza fra il compagno Krauspenhaar e noi (ma dov'è Mia Hoffmann e chi ha paura di lei?)
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#11   16 Agosto 2005 - 16:58
 
Inutile chiedersi il pensiero della moglie-nuora?
Se esiste, s'intende. Perché sospetto che potrebbe essere una delle autoproiezioni del figlio, che si vive quale autoproiezione del padre;-)

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#12   16 Agosto 2005 - 17:05
 
Già. La cosa più inquietante è che il figlio è uno scrittore.
r.f.
utente anonimo

#13   16 Agosto 2005 - 18:32
 
Il figlio non è una mia autoproiezione...:-)
La nuora la faccio pensare magari in una seconda parte...
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#14   16 Agosto 2005 - 18:40
 
La nuora non può sedurre il figlio? Posto che al figlio non prediliga l'òmo, come si potrebbe anche indurre, fuori d'ogni malizia.
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#15   16 Agosto 2005 - 19:18
 
Questo è un gran bel pezzo,
non so di chi sia, ottimo, comunque, mi sa di letteratura tedesca, un qualcosa di Boll, non so.
Se è tuo, Franz: complimenti vivi.
MarioB.
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#16   16 Agosto 2005 - 19:22
 
Grazie Mario, è mio, l'ho scritto poco prima di postarlo, stamattina. GH7:ti ringrazio per i tuoi commenti precedenti, ma qui, nel tuo ultimo, non ho capito bene. Forse dovrei continuarla, questa storia, andando ancora più a fondo. Se mi viene lo faccio.
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#17   16 Agosto 2005 - 19:42
 
Certo che la devi continuare!!!
Se non lo fai vengo lì e ti sgrido!
Capito!
Mario
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#18   16 Agosto 2005 - 22:06
 
pure io vengo lì e ti sgrido.
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#19   17 Agosto 2005 - 10:01
 
Caro Giovanni gh7,
mentre lei ieri digitava, la Hoffmann si esibiva in eroiche nuotate - munita di braccioli rosa di Barbie e turbante in testa - in una piscina alta 30 cm. con un branco di bambini imbizzarriti sulla schiena, per far divertire la propria nipotina di 4 anni alla quale sta dedicando questa settimana di vita... più brava ragazza di così!

; )

Concordo con lei circa l'interpretazione strepitosa della coppia Binoche-Irons ne "Il danno". Questo mi fa pensare che la nuora del post di Franz sia una brava ragazza - ma secondo me solo in apparenza, solo per convenzione - dato che si abbandona facilmente, delicatamente, ad occhi chiusi; mentre la Binoche de "Il danno", si avventava convulsamente, e violentemente, sullo stranitissimo Irons - meravigliosamente stranito, peraltro!

Mia H.
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#20   17 Agosto 2005 - 10:14
 
Gentilissima natatrice Mia H.,
vedendo e analizzando alla moviola comune quel film con un'amie française, al tempo, si addivenne alla conclusione che lo stranito straniamento dell'eccelso Irons era dovuto all'improbabilità totale delle posture di Binoche. Da anni non rivedo quelle performance, né al cine né in vhs né in dvd, e l'amie, piacendo a lei e al cielo, percorre altre vie. Qual è la Sua opinione in merito? Con rispetto parlando, ben s'intende, nevvero.
G.
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#21   17 Agosto 2005 - 11:48
 
Sig. Giovanni, con rispetto parlando, ben s'intende, nevvero, non ricordo la totale improbabilità delle posture Binochiane. Ricordo invece l'impossibilità delle posture Tognazzi/contorsionista in "Amici miei atto II", irrealizzabili per la sottoscritta (annodatissima), non ovviamente impossibili per gli esemplari più snodati della razza umana.
Per dovere di cronaca devo aggiungere che l'atmosfera sospesa di questo post mi ricorda più "Una giornata particolare" di Scola, con Mastroianni frocio e la Loren brava moglie fascista, che non "Il danno".

Mia H.
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#22   17 Agosto 2005 - 12:08
 
Beh, che dire: mi consola che non sono sposato e mio padre, alla veneranda età di 75 anni, si è impalmato una 45enne americana, si è trasferito a Pittsburgh (povero, non lo invidio per il luogo che si è scelto) e ci ha fatto pure un figlio o una figlia che è atteso a giorni. Dovrei anche aggiungere che non sono uno scrittore però, ripensandoci, questa vicenda un libro lo meriterebbe. O no? :-)

Buona giornata. Trespolo.

PS: bello il racconto
utente anonimo

#23   17 Agosto 2005 - 16:09
 
Fraulein Mia, con decenza accennando appena, assicuro che le posizioni di Binoche nell'actus coeundi con il non più giovanissimo Irons pertenevano piuttosto alla ginnastica artistica che al loro proprio campo semantico. Non ho in mente, e me ne dolgo, quelle del grande Tognazzi e rimando invece, stante che di lui si parla e più oltre di Mastroianni, all'enorme, inesauribile Andréa Ferréol di La grande bouffe, ennesimo capo d'opera di Marco Ferreri.
Tutto sembra a me questo thread, fuor che sospeso, tuttavia.
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#24   18 Agosto 2005 - 16:25
 
Sospeso, in quanto tutto accade come se non accadesse. Inalterata, si conserva la quiete giornaliera; favorendo, il tranquillo incesto vendicativo.

Mi appunto: rivedere "Il danno" e "La grande abbuffata" (grazie per l'accennata precisazione).

Mia H.
utente anonimo

#25   18 Agosto 2005 - 17:42
 
Il danno è un bel film un po' estrogenato; sinceramente, a mio parere, sopravvalutato. Louis Malle a quell'epoca aveva già dato il meglio di sé. Basta quel piccolo capolavoro noir che è Ascensore per il patibolo, con le musiche improvvisate da Miles Davis davanti alle immagini sullo schermo. Meglio, molto meglio La grande abbuffata, il capolavoro di Marco Ferreri.
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#26   18 Agosto 2005 - 19:55
 
Quelle finesse, madame Mia: vous m'époustuflez. Prendo atto e faccio mòdico inchino. Malle ha fatto anche altro dopo l'Ascenseur, e pure in età avanzata (Miloun en mai, con lo splendido nudo di Miou-Miou, per esempio), però certo quel Ferreri è gigantesco, e Greenaway l'ha pure scopiazzato qui e là.
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#27   19 Agosto 2005 - 12:05
 
Non parlatemi di Greenaway (con rispetto parlando) che vado fuori di matto!
Provi a fare il pittore, ecco...
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#28   19 Agosto 2005 - 13:19
 
Eh, capisco la nuvola d'ira (a quanto un bel discorsetto su Arpino, Meridiano o no?), ma certe cose sue, magari soltanto le prime, sono fuori dal comune, dài.
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