Markelo Uffenwanken GmbH & Co.KG

Fabbricante di fotomontaggi verbali, dada-ingegneria, protopostfuturismi, distributore di opinioni a raffronto, applicazioni tecniche, ecc... (Amm.re Unico: Franz Krauspenhaar)

11/08/2005
LA CONFRATERNITA DELLE BRAVE RAGAZZE

di Mia Hoffmann

"Le donne per bene se la prendono come per la più grande sfacciataggine se le si fruga sotto la coscienza." (Karl Kraus, Detti e contraddetti)

Quando un nemico vi presenta una brava ragazza: non fatevi ingannare, non credete di riuscire a spuntarla da soli, dimenticate i vostri successi, il vostro fascino e ogni vostra precedente conquista; piuttosto, se ci tenete alla pelle (del portafogli) e alle palle (le vostre), recitate mentalmente come un rosario la parte bastarda di Teorema (di Marco Ferrandini): "Prendi una donna, trattala male, lascia che ti aspetti per ore. Non farti vivo e quando la chiami fallo come fosse un favore." (Se avete problemi di memoria, fatevela incidere su una placchetta d'acciaio - non di materiali preziosi che la brava ragazza potrebbe adocchiare - e portatela al collo come se vi fosse inciso il vostro rarissimo gruppo sanguigno.) Le brave ragazze - o meglio: i buchi con la carne insipida intorno - sono quelle creature dall'aria soavemente trasognata che bramano accasarsi con uomini brillanti, interessanti, di successo - in una parola: importanti. Raramente questi buchi sono circondati da carne pregiata, altrimenti verrebbero definiti belle ragazze e non brave ragazze. Hanno terminato gli studi con successo ma il mondo del lavoro è in crisi e non sostiene la meritocrazia, perciò sono finite come le loro amichette ignoranti a svolgere mansioni mediocri senza possibilità di sbocco se non quello sulla tazza del cesso. Economicamente fanno fatica ad arrivare a fine mese, eppure non si sognerebbero mai di cercarsi un secondo lavoro. Nel frattempo non perdono occasione per lagnarsi con chiunque, facendo pesare - soprattutto a voi: maschietti single ed economicamente ben assestati - la loro condizione. Hanno l'indole accattona, mendicano compassione. Se fanno parte della cerchia delle vostre conoscenze sapete che loro sono quelle che non bevono più di mezza birra perché "l'alcol mi da subito alla testa". Mai una volta che prendano in mano le redini di una serata, anzi, se ci si vuole spingere un pò oltre il confine della noiosissima routine sabbatica - aperitivo/ristorante/pub - loro vanno pregate, trascinate dal davanti e spinte dal dietro se le si vuole nel gruppo, e quando acconsentiranno, vi diranno si come farebbe la madonna di Lourdes se facesse miracoli, perché adorano farsi pregare. In compagnia non si uniscono ai cori perché "sono stonata come una campana", e quando si opta per una spaghettata di mezzanotte e si fa la conta per scoprire a chi tocca cucinare, loro si astengono perché non hanno fame, ma appena imbandisci la tavola si zittiscono e ingurgitano. Se al ristorante si paga alla romana, ordinano il minimo indispensabile e poi sbafano dai piatti altrui. Non sono particolarmente simpatiche, né particolarmente belle, né particolarmente intelligenti, ma nemmeno particolarmente brutte o stupide. Usano l'onestà come pretesto per defilarsi dal vivere responsabile, sostengono che la legge del dare e ricevere equivale a mettersi in vendita - perché "bisogna essere disposti a dare senza tornaconto" - e, dato che " io non sono una puttana", considerano un diritto ricevere senza ricambiare. Se vogliono un uomo, le brave ragazze affrontano un appuntamento lavorando a schemi, fasi e copioni. Pretendono di essere corteggiate, riverite, divertite e mantenute, ma non corteggiano, riveriscono, divertono e mantengono. Non invitano un uomo a cena a casa loro, tanto meno al primo appuntamento, perché "la cena la deve pagare lui, e così anche il pre e il post, perché da lì si capiscono molte cose".  Durante la serata faranno un sacco di discorsi puliti e per bene, da cui sarà impossibile dedurre qualcosa di diverso da ciò che vogliono farvi credere. Ridono, ridacchiano, ma non hanno risate contagiose perché non sanno ridere di gusto. Con loro non si toccano vette di piacere, né di delirio, né si collezionano figure di merda e tanto meno è possibile incazzarsi fino ad uscire dai gangheri perché sanno dosare molto bene il fastidio che vi procurano - l'hanno precedentemente pianificato! Anche se vivono da sole non sono brave cuoche, né estrose arredatrici, né buone padrone di casa, ma non sono nemmeno zozzone: occupano appartamenti come stanze di hotel. Non si distinguono per il buon gusto nel vestire né per stravaganza. In inverno prediligono maglioni fatti a mano e in estate maglie di cotone lavorate all'uncinetto. Non indossano scarpe con il tacco - quando esagerano si concedono un mezzo tacco dalla base quadrata - e portano, quasi sempre, capelli lunghi tinti con colori sbiaditi e acconciati con tagli classici. Piacciono alle madri ma non le sanno conquistare. Non hanno modi di fare provocanti, né argomentazioni interessanti o manie divertenti. Fanno tutto ciò che ti aspetteresti da loro ma sempre sotto tono. Spesso, quando le abbandoni, ti rimane il dubbio di essere stato fregato ma senza riuscire ad identificarne il perché. Non vi concederanno mai il loro buco migliore al primo appuntamento perché non vogliono "essere solo scopate". Si atteggiano da principesse sul pisello ma sono allergiche al pisello, ostentano sangue nobile ma di un gruppo che non fa sangue. Quando si concedono sessualmente è perché lo ritengono inevitabile ma non si trattengono dall'imporre divieti, né prendono iniziative che potrebbero prorogare ulteriormente l'accadimento. Raramente si fanno cogliere sessualmente di sorpresa e con piacere. Insomma, si offrono spudoratamente da ogni vetrina, si offrono all'acquisto, ma non mettono in vendita niente. Sono buchi, circondati da normalissima carne insipida che si giustificano s.o.s.tenendo: "La donna è mobile / Qual piuma al vento / Muta d'accento / E di pensiero. Sempre un a mabile / Leggiadro viso, / In pianto o in riso, / è mensognero. (...) E' sempre misero / Chi a lei s'affida, / Chi a le s’ confida, / Mal cauto il core! Pur mai non sentesi / Felice appieno / Qui su quel seno, / Non liba amore! La donna è mobile / Qual piuma al vento, / Muta d'accento / E di pensier, / E di pensier, / E di pensier!" "Talvolta la donna è un utile surrogato dell'onanismo. Naturalmente ci vuole un sovrappiù di fantasia." (Karl Kraus, Detti e contraddetti)

 

Postato da: markelouffenwanken a 17:53 | link | commenti (23)


Commenti
#1   11 Agosto 2005 - 21:53
 
Ma la foto di chi è? di una brava ragazza? io sapevo cos'era un bravo ragazzo ma non voglio dire parolacce e non riporto la nozione per esteso.
Comunque aggiungerò questo breve saggio del Prof. Mia Hoffmann al mio dossier "donne" insieme al precedente saggio del Dott. Missy sulle "Puntute" che mi sembra rappresentino una variante significativa della "brava ragazza", in contesti antropologici diversi evidentemente, come si dice: Mogli e buoi dei paesi tuoi.

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#2   12 Agosto 2005 - 02:11
 
Gran bel pezzo... d'altronde anche l'autrice non è male...;)
Ma sai che ti dico Mia? Che io vorrei tanto "cogliere sessualmente di sorpresa" una brava ragazza... penso che sarebbe una bella soddisfazione... o no? hmmmmmm...
Lorenz
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#3   12 Agosto 2005 - 09:14
 
Che siano state due donne (Mia e Io) a descrivere Braveragazze e Puntute, vuol dire molto circa la capacità critica degli uomini a scegliersi le ragazze... ehhehehe :-)))

Noi le sgamiamo subito, insieme a cellulite nascosta, a tette rifatte, a nasi ritoccati. Una donna non sfugge mai ad una donna.

Ma le Puntute e le Braveragazze non si temono all'interno delle loro circoscrizioni. Temono le "altre", quelle che rappresentano un altro modo di vedere le cose.

Ad ogni modo, vorrei aggiunmgere una breve nota a questo divertentissimo e puntualissimo pezzo: esistono altre Braveragazze, e sono le più spietate. Sono quelle che non hanno problemi economici, non sanno come spendere denari e soldi, e pur tuttavia, anche prive di necessità, si comportano in maniera interessata come quelle descritte qui sopra. Queste Braveragazze sono imprendibili. Hanno una filosofia graniticamente pallottoliera. Calcolano persino la metereologia a loro vantaggio. Prive del dubbio, esistono da prima degli uomini e vivranno dopo i loro stessi uomini. Nascono a programma e vengono coltivate nelle loro famiglie a tal scopo.

Quanto poi al fatto che godano o meno a letto: questo non posso sapere. Ma normalmente chi non ride con trasporto sincero e di petto, non conosce il linguaggio del corpo, quindi lì sotto non dovrebbe sentire nulla.

Ieri avevo una Puntuta seduta al mio fianco. Mi sono alzata immediatamente.
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#4   12 Agosto 2005 - 10:19
 
Bisognerebbe provarle tutte per sapere, e anche così...
Bene, sembra che si sia aperto finalmente in questo incantato mondo dei blog in cui ci si elogia l'un l'altro uno spazio di sana critica antropologica, Missy ha all'attivo ben due saggi; le già citate "Puntute" e i "Puntuti", aspettiamo da Mia un saggio sui bravi ragazzi, questo continente nascosto di mammoni con esigenze compulsive a conteggio.
Che vorrebbero sposare la mamma e scopare la signorina disinibita o il travestito giù in strada, che consolidano l'orticello facendosi concedere la sortita viziosa, tanto poi torna e salda il tassametro.
Il problema vero è che sposano delle "brave ragazze", si riproducono! si vede bene dal traffico delle carrozzelle nell'agosto di Courmayeur, sono più prolifici del terzo mondo e il trend è in crescita.
In discoteca sono inconfondibili, perché cercano di ballare come i Blues Brothers (credono che portare la cravatta in qualche modo crei una somiglianza), e si ritrovano al banco a parlare di soldi, lavoro e di stellina.
Credo ci sia una borsa di quotazioni, che gestisce il mercato degli abbinamenti "bravo ragazzo - brava ragazza"
Potremmo definire la caratteristica indicizzabile come "bravo ragazzo attivo" e "bravo ragazzo passivo" che di norma si abbina ad una brava ragazza di segno opposto.
In genere le mamme, scusate, le Mamme provvedono al bilancio del matrimonio mercato, stabilendo al contempo le quote di trasgressione degli esemplari attivi e di compensazione di quelli passivi.
Insomma abbiamo sotto gli occhi una galassia, un apartheid dorato, un inferno.
Ecco non volevo rubare il lavoro a Mia, solo qualche spunto di partenza per incoraggiare la nota studiosa ad approfondire questi aspetti che ci possono aiutare a capire perchè da cinquantanni in qua abbiamo dei governi così.
Già, mi ero dimenticato di dire una cosa; votano.
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#5   12 Agosto 2005 - 10:29
 
Eh no Rifi, non mi freghi!
Questo bordello di bravura mascolina è tutto tuo. Ti passo la staffetta (altrimenti mi verrà l'herpes)... e prendila al volo perché ho una buona mira ; )
Allora? che fai, accetti?

Mia H.
utente anonimo

#6   12 Agosto 2005 - 10:31
 
Scusate: ho dimenticato un fi di Rififi.

Mia
utente anonimo

#7   12 Agosto 2005 - 10:33
 
Mia, sei davvero anomala. E meno male ! Fa piacere sentire che certe impressioni di noi maschietti (bestioni, gorilla infoiati che hanno in testa solo quello) non sono poi così sbagliate. Personalmente proporrei una piccola riforma lessicale: smettiamola con il verbo "concedere" (che fa tanto ottocento). L'amore si fa in due, tutti e due prendono e danno. Chi "si concede" vuol fare la figura del (della) martire. E allora non lo faccia !
r.f.
utente anonimo

#8   12 Agosto 2005 - 11:08
 
Teorema è di Herbert Pagani, e per me non è assolutamente la sua migliore canzone sulle dinamiche d'amor cortese: gli preferisco di gran lunga la censuratissima Albergo a ore.

kristian
utente anonimo

#9   12 Agosto 2005 - 11:51
 
Beh, r. f. c'è del piacere anche in quello, chiedilo ad una Brava ragazza passiva.
Naturalmente essendo io, (oltre che un orgoglioso e quindi afferro al volo la staffetta rovente di Mia), un sadico studioso il cui strumento d'elezione è il bisturi mi dedicherò in particolare ai soggetti che abbiamo definito "passivi" ma che in realtà sono i più pericolosi perchè imprevedibili .
Infatti considerando che il range di fantasia nel genere in esame è piuttosto carente, la trasgressione non è così interessante come potrebbe sembrare ad un primo sguardo, mentre l'universo della compensazione è brulicante e magmatico.
Essendoo l'ambiente classico del tipo passivo l'imposizione di qualsivoglia scelta; dall'arredamento di casa alla scelta della babysitter, dalla biancheria intima al luogo di vacanza, dal ginecologo al numero di figli (succede che alcuni esemplari femminili abbiano la concessione di programmare il cesareo).
Il "Limite" è dunque il marchio imposto a fuoco sul soggetto predestinato (é tutto quel coglione di mio genero, sarà un fallito speriamo che sposi una con le palle).
Dalle mie osservazioni ho dedotto una specie di legge generale, quanto più il limite è ristretto tanto più produce e sviluppa contromisure nell'organismo sottoposto.
Nel caso in esame parliamo quindi di compensazioni che in regime di forte austerità assumono dimensioni impensabili, la nutella di Moretti fa sorridere.
Tanto per cominciare si sviluppa un senso critico affilatissimo e spietato che si estrerna in pochi accenni in grado di avvelenare l'intero acquedotto New Yorkese, a questo corrisponde un'altrettanto smisurato autoassolvimento.
Autoassolvimento da cosa? essendo preclusa la trasgressione attiva si svilupa un abnorme immaginario che non possiamo chiamare propriamente trasgressivo, anche se ha tutte le caratteristiche del male, diciamo piuttosto che è una sorta di fuoco redentore, un'igiene del mondo che si applica però puntualmente a soggetti specifici; l'ex compagna di scuola che si è scopata l'uomo che il soggetto ha poi sposato, al collega che appartiene al genere attivo, all'infinita casistica di invidie di chi ha una vita più modesta ma libera, o all amico cui si rivolge naturalmente una donna nel novanta per cento dei casi in cui si è in sua compagnia. Nei maschi è più facile che la compensazione assuma una colorazione sessuale, ma non ci sono dati certi, i volontari intervistati a questo riguardo si sono dimostrati piuttosto reticenti.
Beh, questa igiene morale, succhiata dalle vestigia di un'educazione religiosa, quella che colpiva le intenzioni prima che le azioni, condannando al perenne stato di menzogna e incoffessabilità di se, si configura in oniriche punizioni esemplari, torture coram populi, e altre delizie corporali, ma nel concreto, mediante la sottile attitudine di chi ha imparato a strisciare silenziosamente, con poche parole è in grado di montare calunnie la cui onta è indelebile.
Nei maschi maggiormente si configura una tendenza alla solidarietà, al branco, nelle femmine è più un'alleanza sotterranea, ma il fine è sempre quello, difendere il proprio spazio, la propria identità fatta di frustrazione e privilegi.
Quest'ultimo è un elemento molto importante, si è osservato, (specialmente in America, ma anche qui da noi è una tendenza che fa passi da gigante) che dove questa solidarietà istintiva viene meno sembrano insorgere con più frequenza i casi di omicidi seriali.




Topo "Mad-doc" rififi
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#10   12 Agosto 2005 - 12:41
 
(O.T: la prima volta che scavai, spaccai il cranio ad un tipo (tipa?) del XVI sec. a.C.
Cercai di nascosto di rimporre le ossa sperondo di non esser vista. Il responsabile, come un falco, arrivò come un'ombra alle mie spalle accovacciate. Io alzai gli occhi, ancor più grandi di come sono, e diventai rossa come non sono mai. Lui sorrise e mi portò in un magazzino. "Vedi dove vanno a finire?": una spanza piena di cassette della frutta ricolme di ossa.
Fu così che cominciai ad esser confidente di magazzini e morti. Ma mi rimane sempre il dubbio che forse sia bene lasciarli alla memoria dei loro cari. Non credi, mio tesoro TOPO? Io ho sempre molti dubbi esistenziali, e nonostante faccia il dottore della faccenda, un po' della loro anima...quella che cerchi tu, mi inquieta e pulsa dentro)
Missy
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#11   12 Agosto 2005 - 12:59
 
uh! ma le brave ragazze che conosco io sono mooooooooooooooooolto peggio. sono quelle che "toccami toccami! aiuto mamma mi tocca!" sono quelle che tutto si può fare purchè nessuno lo sappia. sono quelle con il completino chanel. sono quelle altrimenti dette "gatte morte". e di certo sanno benissimo come fare ad arrivare alla fine del mese! :-) emi
utente anonimo

#12   12 Agosto 2005 - 13:12
 
Grande Kristian!
E' vero, Teorema è stata scritta da Herbert Pagani e Marco Ferrandini a quattro mani.
Sei grande anche per aver ricordato "Albergo a ore", che è l'adattamento in italiano (curato da H.Pagani appunto) de "Les amants d'un jour", interpretata negli anni '50 da Edith Piaf - che amo visceralmente!
La versione italiana fu proposta negli anni '60 da Gino Paoli e da Ornella Vanoni. Divenne una delle più celebri canzoni censurate dalla RAI.

Grazie per la precisazione, Kristian,

Mia
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#13   12 Agosto 2005 - 13:34
 
Brava, Brava EMI! Ben detto!!!
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#14   12 Agosto 2005 - 13:34
 
Le brave ragazze con una mano scoprono le cosce e con l'altra le ricoprono... ah, il dolore della scissione, eterno dilemma tra santa/puttana,
ah, le brave ragazze figlie del culto del fallo,
ah, le donnebambine perse nel loro limbo che preclude ogni libertà del libero sentire...
Brava Mia, ti voglio bene quando scrivi pennellate di verità!
gabriella :-)
utente anonimo

#15   12 Agosto 2005 - 14:03
 
Ciao rififi,
perdonami se te lo domando ma sono molto ignorante al riguardo, ho letto giusto un paio di saggi anonimi tra cui “centralità del buco nell’uomo occidentale” ed “antropocentrismo dell’uomo arrapato e della donna frigida nell’ordinamento borghese”, ma anche “vademecum del re Onan” o “impossibile trovare server al primo appuntamento”

la domanda è questa: secondo te qual è il giusto approccio con la brava ragazza, ma soprattutto questo approccio è possibile evitando tutta la serie di complicazioni fenomenologiche da te descritte nel post?
Chiunque voglia agevolarmi può rispondere, soprattutto Mia H…

ps.
Rififi mi fa piacere leggerti dopo tanto tempo
chiaramente(in alcuni punti del testo) sto scherzando, non ti incazzare come hai fatto l’ultima volta…
ap

pps. Sto cercando da un po’ di tempo la tua mail per proporti una collaborazione con una rubrica di letteratura che curo per un quotidiano leccese… chiederò a paolo o a vito...
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#16   12 Agosto 2005 - 15:06
 
Ottimo dibattito, grazie soprattutto al Prof. Rififi. Continuate così, mi raccomando.
La "brava ragazza" della foto è la "verissima" Cristina Parodi.
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#17   12 Agosto 2005 - 15:18
 
Miseriaccia ladra scorbuticva: che argomento spinoso butti sul tavolo.
Bah, la conclusione alla quale sono arrivato potrà anche apparire banale e materialista, ma sono oramai convinto che le "brave ragazze", così come i "rivoluzionari", siano merce talmente rara da essere quasi unica. Le classiche mosche bianche.

Per il resto sia "brave ragazze", sia "rivoluzionari" sono dei bluff spaventosi e anche abbastanza semplici da smascherare. Basta non ragionare da "bravi ragazzi"... ;-))

Buona giornata. Trespolo.
utente anonimo

#18   12 Agosto 2005 - 15:39
 
emi, quelle sono le brave ragazze attive, che meritano un trattato a parte. quelle passive sono meno scontate e quindi più interessanti, dal mio punto di vista.

Missymia quella mia foto è divertente, il lavoro invece fu penoso, si tratta di un'opera di Gino Dedominicis, artista che si fece un nome eponendo un mongoloide alla biennale e non rinuncia a tormentare anche i morti.
Adesso e morto anche lui, gli eredi stanno sputtanando la sua opera litigando e svendendola a cani e porci, mi auguro che tra non molti anni nessuno sappia più chi è, ma è difficile che succeda, i bravi ragazzi sono sempre in cerca di sensazioni. a proposito di sensazioni com'è sfaciare un cranio?
In effetti, andare a cercare l'anima dei bravi ragazzi inquieta anche me, perchè ogni anima, sotto un certo punto di vista è specchio di tutte le altre, non ti nascondo che certe informazioni riservate sono farina del mio sacco e funzionano, inquietante, inquietante.

AP, non so qual'è il giusto approccio con la brava ragazza, probabilmente quello dell'ultimo aforisma di Kraus citato da Mia, posto che ci sia quel sovrappiù. Il fatto è che qualsiasi cosa si faccia con lei la brava ragazza si sente privata di qualche cosa.
Quanto all'email, chi mi cerca sa dove trovarmi, ricordami la ragione del contendere, non la ricordo, si potrebbe sempre ricominciare.

Caro urbanissimo ospite Franz, la Parodi mi sembra un esemplare interessante, a volte il discrimine tra attivo e passivo è ambiguo, bisognerebbe approfondire, scientificamente intendo.
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#19   12 Agosto 2005 - 18:49
 
Effettivamente la scelta della Parodi è perfetta! Esemplare Icona delle braveragazze programmate.
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#20   12 Agosto 2005 - 19:12
 
Aneddoto

ah sì, la Parodi...io una volta vicino a qua vado a vedere una antica abazzia e accosto a questa chiesa millenaria ci sta un gran bel giardino di un ristorante e gironzoliamo; fatto sta ed è che salta fuori la padrona del detto ristorante e ci mettiamo a parlare, lei fa:
qui si è sposata e fatto il pranzo la Cristina Parodi!
Io le ho detto: chi è?
Io non lo sapevo davvero, ma la donna mi guardò di brutto.

Però faccio un appunto sulle brave ragazze: costro sono sempre figlie, sempre, di "brave ragazze" o aspiranti tali che passarono il ruolo o insegnarono l'arte della manipolazione.
Ne ho conosciute assai poche e me ne tenni a debita distanza: di una innamorai disperatament a 16 anni, a 18 ci dissi no, quando lei mi disse sì.
Una storia intorcinata e viscerale.
Avevo capito come girava la cosa.
Meno male.
MarioB.
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#21   12 Agosto 2005 - 21:11
 
Peccato, avremmo saputo come fanno le brave ragazze.
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#22   12 Agosto 2005 - 23:08
 
toporifi,
sei un lazzaronciello|

Mario
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#23   13 Agosto 2005 - 12:18
 
non ho messo il sorrisino, ;-)))
che poi uno crede che io volessi sgridare toporiffifif,
è perché
gli emòticons
mi ròmpicons
MarioB.
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E' uscito il 10 maggio...

...il nuovo libro dell'Uffenwanken!

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