Markelo Uffenwanken GmbH & Co.KG
Fabbricante di fotomontaggi verbali, dada-ingegneria, protopostfuturismi, distributore di opinioni a raffronto, applicazioni tecniche, ecc... (Amm.re Unico: Franz Krauspenhaar)

di Gianmaria Pastore
(Ricevo da Gianmaria – il suo blog è Ipno, tra i miei link – e pubblico. Buona lettura. M.U.)
Un giorno, la Follia mi guardò dritto negli occhi e mi disse:“Tu hai la parlantina. Tu sei un sofista.” “La ringrazio, ma lei beve già a quest’ora?” “Non essere modesto, puoi fare grandi cose.” “Veramente non me ne ero mai accorto.” “Possiedi l’arte di intortare il prossimo.” “Effettivamente qualche colpo, a diciassette anni, l’ho messo a segno.” “Cagatine. E una vita fa, per giunta. Ora ne hai trenta.” “D’accordo, mi ha convinto." “Bene, è deciso. Sarai agente di commercio per il nostro gruppo chimico.” “Bello! Il che significa…” “VENDERE. VENDERE E FATTURARE. FARE SOLDI. MILIONI.” “Dove devo firmare?” “Qui. E ricorda: la nostra è una vendita d’assalto.” “Vado a ingrassare la baionetta.” Siglai il contratto, strinsi vigorosamente la mano del direttore commerciale scambiai un sorriso sicuro e uscii dal grattacielo, investito dal trionfo solare di luglio. Mi scrutai nelle vetrine. Ero bello, alto, gli occhi verdi. Elegante. Carico di energia. Di energia monetaria. Giunto al parcheggio, notai che un piccione aveva scaricato il suo liquame color nocciola sul cofano della mia auto. La cosa non mi scalfì per niente. Restava solo da vedere quanto sarebbe durata la carica. Ero sempre andato a pile. Pochi giorni dopo arrivò la telefonata del dinamico direttore commerciale. “Dammi del tu, va bene?” “Va benissimo, per carità.” “Perfetto. Inizi a settembre.” “Magnifico.” “Alla fine di agosto c’è il nostro meeting nazionale. È un occasione per un primo contatto con i tuoi futuri colleghi e per renderti conto della nostra realtà aziendale.” “Ci sarò.” “Alla grande,” aggiunsi. “Bene, qui apprezziamo l’entusiasmo. È un grande evento, vedrai.” “Ne sono sicuro.” “Stupendo. Allora buone vacanze. Dove vai di bello?” “Al mare.” “Ah, al mare. E dove?” “In Sardegna.” “Figo. San Teodoro, Maddalena, Porto Cervo?” “Urzulei.” “Mmm, l’ho già sentito, ma al momento non ricordo bene dove sia.” “È nell’interno. Mia zia ha …” “Okay. E mi raccomando, fai il bravo.” “In che senso? “E quale senso? Ma con le FIGHE! Ciao, stellina. Ci si vede dopo le ferie.” Riattaccò. Mi aveva chiamato “stellina".

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